Oggi vi tratteggio un breve racconto di viaggio sull´Isola di Pasqua.

  

“Facciamo cosí, o tu inserisci lo stop dell´Isola di Pasqua nel tuo itinerario oppure io non ti vendo il viaggio”. Scoppiammo a ridere. Mariajose era l´impiegata dell´agenzia di viaggi Andromeda di Barcellona con la quale distribuii 30.000 miglia su di una carta geografica raffigurante i 5 continenti per concretizzare il biglietto giro del mondo (Round the World ticket) valido per un anno e che mi avrebbe permesso di toccare fino a 15 mete in tutto il pianeta. Stavo pianificando il modo migliore in cui spendere la liquidazione che mi era stata appena data dall´impresa che aveva licenziato me e altri 3 colleghi, visto l´imminente pericolo di crisi e conseguente declino.

” É l´isola più distante dalla terra ferma che si conosca, la sua bellezza polinesiana, le spiagge spettacolari e soprattutto il mistero dei Moai fanno di questa isola una tappa irrinunciabile non puoi non inserirla, vedrai non te ne pentirai.” ” Ok, però solo una notte”, “ma fattene almeno due” ribatté.

Alla fine della pianificazione, anche un volo che mi avrebbe lasciato per due notti sull´isola di Pasqua,  era stato inserito tra il volo della Polinesia Francese e quello per il  Cile.

 

L´isola di Pasqua però é legata nella mia memoria per un fatto in particolare. Rimasi senza soldi. L´unico sportello bancomat dell´isola non era compatibile con le mie carte di credito e in banca dato il weekend e il fuso non mi fu possibile prelevare neanche un centesimo.  Normalmente viaggiavo sempre con 200 dollari americani ben nascosti da utilizzare solo in caso di emergenza. E quello sull´isola di Pasqua era il momento successivo ad un momento di emergenza in cui li avevo utilizzati.

” bien y ahora que hago?”

chiesi al responsabile dell´ostello dove dormivo. ( l´ostello non accettava pagamenti con carte di credito) Mi spiegò che avrei potuto fare il bonifico una volta arrivata a Santiago e che non ero né la prima né l´ultima a trovarmi in quella situazione.

   

Gli spiegai che avevo solo una giornata l´indomani per visitare l´isola e mi sarebbe piaciuto girarla in motorino. Ma in quella situazione senza un soldo non sapevo come fare. Era una situazione surreale dovevo centellinare i pochi dollari che avevo per mangiare ma potevo comprare costosi souvenir con la carta di credito.

      

Il ragazzo dell´ostello mi dette il contatto di un tassista.  Alex. Mi avrebbe portato in giro, anche sul motorino e avrei potuto pagare anche lui una volta giunta in continente con un bonifico.

Trascorsi l´intera giornata con lui, sfrecciando dagli altipiani alle coste, con il naso all´insú, la bocca spalancata e gli occhi colmi di meraviglia.

TOP 5 dell´Isola di Pasqua secondo il mio cuore:

  • I moai e la bellezza infinita del loro mistero. Chi li ha scolpiti e soprattutto quando?Si ipotizzano modi, periodi e significati da dare a queste statue scolpite nella pietra vulcanica. “Il significato più comune tramandato dagli attuali discendenti maori è quello di essere monoliti augurali portatori di benessere e prosperità dove volgono lo sguardo.” Ne hanno piazzati alcuni anche sott´acqua ma il tempo per una immersione non c´era e quindi li ho visti solo in foto.
  •  i ragazzi locali, capelli lunghi neri e occhi scuri, carnagione bruna li vedevo cavalcare a dorso nudo sui cavalli che correvano selvaggiamente. Erano fantastici.
  • La visita al Rano Kau  rappresenta una esperienza indimenticabile. Dal punto piú alto è possibile vedere la caldera del vulcano piena di acqua e di vegetazione.  I colori del blu cobalto dell’acqua e le pareti verdi contrastano con l’azzurro del cielo e da li lo sguardo si perde in lontananza verso l´oceano.
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  • Le spiagge dalla sabbia fine come borotalco e orlate da altissime palme sembrano il paradiso in terra.
  • Il tapiti festival che ovviamente é il piu grande festival dell´isola, si svolge una volta all´anno e guarda caso io ero li. Si basa su canti e danze tradizionali polinesiane. Uscii la sera con altri ragazzi dell´ostello e ci facemmo trascinare dalla musica e dalla birra.

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