Che i tedeschi siano dei grandissimi amanti della decorazione è un fatto risaputo. Nelle feste durante l’ anno si danno da fare, in primis il Natale, poi Pasqua, la primavera, gli addobbi per l’ autunno. Insomma non si fanno mancare niente. E per le occasioni una tantum, come dei campionati di calcio, gioiose occasioni per incontrasi e cenare o prendere un aperitivo, non sono da meno. In queste settimane  ne ho viste di tutti i colori, anyi no, ne ho viste tante nerorossogiallo. Quando andavo alla cassa al supermercato se giocava ad esempio la Germania la sera, le cassiere avevano bandierine colorate sulle mani, il medico che visito mio figlio 2 settimane fa, venne una sera in cui c era il match e portava degli orecchini con il tricolore tedesco. E poi nel treno ho visto donne con lo smalto ” nazionale”, fronzoli e decorazioni discrete, ma sempre presenti. Per non parlare di ghirlande e bandierine ovunque. Su tutte le auto e su tutti i balconi. Nei negoyi si vende l’ impossibile per eventuali  fusball-party, dalle tovaglie alle candele, ai tovagliolini.

Ma non volevo centrare il post di oggi su questo. Volevo dire che ieri mi è stata ancor più chiara la differenza tra italiani e tedeschi. La loro signorilità nel perdere sportivamente e la cafonaggine italiana nel vincere. Nei social networks si sono buttati li senza riflessione alcuna, commenti stupidi, inopportuni e spesso offensivi, ai danni di un popolo che giammai, oggigiorno, si sognerebbe di fare altrettanto.

E ‘ cosi difficile distinguere lo sport, e quindi anche l’ appassionante mondo del calcio dalla politica?

Ho letto cose tipo: ” tifo Grecia, la povera Grecia che la Germania sta affamando ” . oppure dopo la vittoria di ieri ” e adesso che si abbassi sto cazzo di Spread!” Affermazioni fatte da persone che stimo, persone colte. E commenti sulla Merkel a bizzeffe.  Come mai il calcio non può restare un mondo a se? perchè fare tutte queste insalatone disgustose ? Dadaismo post partita?

Loro, i tedeschi ieri, nel traffico dopo partita, a San Pauli, sbandieravano le loro bandiere ancora. Orgogliosi. Non hanno battuto ciglio, nel ristorante dove eravamo e in quelli circostanti, nessuna rissa, NESSUN COMMENTO FUORI LUOGO nessun piccolo incidente, ma soprattutto , noi col passeggino e sopra la bandierina italiana, non abbiamo avuto nemmeno per un momento paura. Grandissima civiltà quella germanica, dimostrata dalle congratulazioni dei tedeschi, sia ieri che oggi quando giravo per la città con la  mia maglietta italiana azzurra.

Abbiamo dato una gran lezione di calcio, ma siamo in grado di prenderene una volta tanto una di civiltà?