HANOI

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foto: i figli di rufino

l’aereo da hong kong ad Hanoi, fece 3 ore di ritardo e in quella sventurata attesa, conobbi Rufino, e Andrea sua figlia. Spagnoli trapiantati da un bel pò da queste parti,, vivono in Vietnam ad Hanoi, da 5 anni. Il giorno seguente alla mia venuta Rufino mi ha invitata ad andare in un ristorante Aladin cafè, (144i-d2-giang Vo- ba dinh) a mangiare jamon iberico e a bere un buen vinito español. In quella occasione ho conosciuto anche il piccolo Rufino, altro componente della family. Dopo la buonissima cena, a base di carne bien hecha, e squisita por supuesto, siamo andati nella loro villa a 3 piani, nella zona delle ambasciate, per un buon thè vietnamita. Come regalo di benvenuta in Vietnam, giusto per gradire, Mi hanno regalato una fantastica bottiglia di Ribera del Duero del 2003.

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foto: Tram e Mirko

SKYPE  santo skype. la maggior parte degli italiani residenti all’estero li ho conosciuti tramite questo moderno programma mondiale.

Ero arrivata ad Hanoi il lunedi molto tardi e non ci eravamo visti, come invece eravamo rimasti, poi il martedi avevo già accettato la cena con i miei nuovi amici spagnoli (rufino e babys) per cui ho visto Mirko e Tram solo mercoledi sera. Il 31 ottobre la festa halloween arriva in tutto il mondo, per cui siamo scivolati tra un locale e l’altro, muovendoci sui motorini, in una fresca notte di Hanoi. Pieni di occidentali, quasi tutti i posti, con moltissima gente mascherata.

Mirko paga tutti i drinks e dice che è quando è stato a Napoli, i suoi amici non gli fecero pagare neanche la benzina, dice che è in debito con i Napoletani e lo devo lasciar fare. Tram mi invita dopo il mini trip ad halong bay a stare a casa loro e brindiamo al si, con 2 bayles (senza ghiaccio grazie). L’avventura sui motorini è da non credere, tutti rigorosamente senza casco, schivando e biciclette e i taxi, e andando per fortuna ad una velocità contenuta, per le strade quasi totalmente buie, illuminate solo dalle luci accese nei locali bassi.

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foto: Marin, Mirko, Raffaele e Gaetano

Chiacchierando con Mirko, gli spiego del progetto in atto che prevede le interviste a vari architetti, in quasi tutti i paesi che visiterò. Mi parla di Raffaele Orefice che gioca a calcio con lui, architetto napoletano. In effetti anche con lui ci eravamo scambiati due linee di chat qualche mese fa. Ma niente di più.

Raffaele lavora insieme a Marin, architetto francese, nella Fidenco, una società di ingegneria e architettura che ha varie sedi in Asia. Ci accordiamo per una intervista, che risulterà molto produttiva per far luce sui sistemi burocratici del Vietnam, inerenti alla costruzione.

La  sera in cui ci siamo conosciuti, c’era anche Gaetano, una new entry della Finenco, anche lui napoletano, arrivato fresco fresco da Neapolis. Dopo una ricca cena al Hai San Sam Son (seafood market restaurant), a base di pesce fresco e grandi granchi, siamo andati al  Bobby Chin. Tipico posto sciccoso per occidentali, un bicchiere di spumante ci è costato 5 euro a testa, esattamente la stessa cifra che ci era toccato pagare a cena. Nella sala da ballo c’era un matrimonio con invitati occidentali e vietnamiti, suonava un gruppo di filippini, che successivamente ho scoperto, sono veramente famosi pe le loro doti musicali. Ci siamo fatti passare per invitati e abbiamo ballato sfrenandoci come solo gli italiani anno fare. Great. stupenda serata.

Per placare i battiti cardiaci alterati dalle danze, ci siam  fatti portare al tavolo, un buon narghilè, e abbiamo chiacchierato a lungo di architettura tra una fumata e l’altra.

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foto: Michele e la sua ragazza

Con Michele e la sua ragazza siamo andati a mangiare nel ristorante piu bello forse di Hanoi, dove si cucinano piatti di tutte le regini vietnamite. (aggiornerò metendo il nome quando me lo passa Mirko, adesso non me lo ricordo)

Michele è un collega di Mirko e ha vissuto in India per due anni, lavorando per la stessa compagnia per la quale adesso è in Vietnam. Sta insieme alla sua ragazza vietnamita da un anno, lei è veramente dolce e di professione fa la massaggiatrice. è stata una pena non essere passata dal centro in cui lavora lei…ma il time è quello che è…

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foto: Alvaro, Iñigo, Mario  y el otro no me acuerdo el nombre! sorry!

però la verdad…que guapos jolines.

Hanoi è una città piena di verde e di laghi, il più grande è il lake hoan kiem, al centro del quale, attraversando il ponte rosso di Huc, si giunge al tempio di Ngoc Son. Nei dintorni del tempietto ho conoscito 4 spagnoli.

Los muy golfitos, estaban dando vuetla a este mundo coloreado. dos de ellos se habian pasado ya 9 meses dando vueltas arriba y abajo, e otros dos  solo estaban girando por Vietnam e Cambodia. Es una pena no haber hablado mas con ellos, a ver si mantenemos los contactos… 

HUÈ

Sono giunta a Huè dopo 12 ore di autobus, per l’esattezza open bus sleep. si un autobus con le cuccette per dormire. Figo. è stato ovviamente un camel trophy elevato all’ennesima potenza. Le strade erano tutte irregolari, con pietre enormi e fango dappertutto. quindi i vari sussulti dell’autobus non conciliavano molto bene col sonno. la stanchezza ha ceduto e forse, se ben ricordo tra le 3 e le 6, ho dormito. Con il levarsi delle prime luci dell’alba, mi sono invece goduta i paesaggi vietnamiti, pieni di risaie, laghi argentati e una vegetazione lussureggiante.

Vietnam caro Vietnam.

Appena arrivati a Huè, mentre riprendevo la mia mitica valigia di 30 kili, ho visto un ragazzetto con una cartello : miss Giordana Querceto, e mi fa: “moto bay?” gli indico con lo sguardo la valigia, mi sa che no. Arriva un furgoncino taxi solo per me, e percorro i due kilometri che mi separano dalla stazione degli autobus all’hotel. Sono le 8 meno 10 e alle 8.30 mi dicono alla recepcion parte un tour, per visitare le cose piu importanti della città. Mi tuffo a capofitto.

Nel minibus, si parla solo spagnolo. incredibile, su 10 persone, 4 sono spagnoli e 3 cileni.

Huè è molto più pulita di Hanoi, la qual cosa mi rincuora, e meno inquinata. il tour è veramente interessante, tutte le tombe degli imperatori sono fantastiche e circondate da una fantastica vegetazione e da splendidi specchi d’acqua.

ma di questo parlerò in altro post.

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foto: pepa, gabriela e trini, las tres chilenas.

Con las chilenas nos hemos visto en Hoi An, tambien, porquè me hice passar el nombre de su hotel. El Grass Land, ademas desde donde estoy escriviendo ahora.

Hemos charlado un rato e nos hemos prometido de vernos en Chile en febrero, para beber un buen vino acompañando un rico asado. Las tres son encantadoras como todos chilenos de respecto.

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foto: las chilenas e gabriel, ester e antonio.

A parte la escursion durante el dia, con Antonio, Ester e Gabriel, hemos ido a tambien a cenar.

Ellos hacian el vije al revers desde sud hacia northe. El restaurante donde hemos ido, es una antigua demora vietnamita, llena de piezas de anticuariado, esculturas de marmol e de madera, ceramicas finemente pintadas y lamparas de techos muy estilo imperial. Los platos que nos han servido siguen el estilo de la antigua corte imperial y son artisticamente decorados. Como siempre al momento de pagar algo, cuando no encuentro la moneda adapta, salen de mi portamonedas, todas las monedas de los paises que he visitado hasta ahora. la camareras, dos niñas vietnamitas, estaban locas por estas moneditas que venian desde fuera… Le he regalado varios euros e dolares de Hong kong.

despues de la cena hemos ido al DMZ. stephan en el face book me habia escrito:

Go there to DMZ cafe. Nice people, good music. Left you a message there written on the wall. At the stairs going up at sixth step. Draw a circle around it for finding it easier for you.

Ciao,
Stephan