Non posso certo definirmi globe-trotter del gusto e nemmeno una gastronauta, ma negli esperimenti culinari  esotici che mi diverto ad elaborare da quando ho un pó piú di tempo libero, c’è tutto l’amore per i viaggi che mi concedo sia fisicamente che con la fantasia attraverso le magiche letture di cui, quotidianamente mi nutro.

Oggi é una giornata speciale. Viene Lara. a pranzo

Un piatto particolarmente caro a me e a Lara che ha studiato a Granada e a suo tempo assorbì tutti gli influssi della cucina Magreb, é il Tajine di Agnello.

Faccio subito una premessa.

Il tajine é un piatto che prende il suo nome dalla particolare casseruola in cui si cucina, cosa che io non ho. E lo so, che adesso state dicendo che cosí non vale.

Ma  la casa é piccola e ci sono giá migliaia di cianfrusaglie e che io, personalmente in Marocco non ci sono mai stata, ma ho mangiato il tajine spesso a Dubai .

Giusto per darvi delle delucidazioni in merito il tajine è fatto interamente di terracotta , spesso smaltata o decorato, composto da due parti: una parte inferiore piatta e circolare con i bordi bassi, ed una parte conica superiore che viene appoggiata sul piatto durante la cottura. La forma del coperchio è pensata per facilitare il ritorno della condensa verso il basso e presenta sulla sommità un “pomello” che ne facilita la presa. La parte inferiore viene usata per servire il piatto in tavola.

Intanto, godiamoci questa tipica ricetta, che fondamentalmente puó essere definita marocchina, anche se si cucina in tutto il nord Africa, che distoglierà un pochino i vostri palati dalle ottime mangiate made in Italy .

Tajine di Agnello: ricetta

Ingredienti

  • 1 kg 1/2 di spalla di agnello a pezzi
  • 500 gr di prugne snocciolate
  • 100 gr di mandorle
  • 2 cipolle
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 cucchiaini di cannella in polvere
  • 1 bastoncino di cannella
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 bustina di zafferano
  • 3 cucchiai di olio di semi
  • 2 cucchiaini di miele

Io in genere cucino come so, e seguo solo gli ingredienti e non le procedure, anche se sono consapevole del ” politicamente scorretto”.

Quindi faccio rosolare la carne per un bel pó sul letto di cipolline tritate finemente, con l´aglio e un´abbondante buccia di limone. A parte in un recipiente metto in ammollo le prugne secche con acqua tiepida e aggiungo il miele e la cannella. In una padella faccio dorare le mandorle. Alla fine quando la carne sta a metà cottura unisco i frutti secchi e le spezie.

buon appetito.