I Pediatri in Germania ( seconda parte)

Visto che c´è stata una richiesta di come sono andate a finire le cose, lo scrivo.
Lascio il titolo “ allarmante” perché pensavo che una sanità ingolfata, incapace di erogare le cure non solo ai cittadini della terza età, sempre più numerosi, ma anche ai più piccoli, non proprio numerosissimi viste le prospettive di crescita demografica poco rosee per il bel paese ci fosse solo in Italia.

Ma dai commenti delle amiche, sparse per il mondo, deduco che la scarsezza di pediatri è purtroppo una piaga diffusa in tutti i paesi. L´attesa media a quanto pare va dai 90 minuti fino alle 2-3 orette.
leggo inoltre:
“ scenario di un’Italia senza pediatri, o almeno con pochi professionisti rispetto alle esigenze delle famiglie viene oggi prefigurato dalle analisi dei pediatri della Sip, la Società Italiana di Pediatria, che rappresenta i professionisti sul territorio, i pediatri di famiglia e quelli ospedalieri. E’ dietro l’angolo il momento in cui potrebbe essere difficile trovare un pediatra che assista i propri figli e negli ospedali la richiesta di cure pediatriche potrebbe causare lunghi tempi di attesa. Il punto di non ritorno dovrebbe essere attorno al 2020, anno in cui secondo i pediatri non saremo più in grado di garantire l’assistenza sanitaria ai nostri bimbi.“
C´e la sottolineare peró Pediatria On Line che è la community dei Pediatri Italiani: un circuito di discussione e confronto fra migliaia di medici specialisti moderni ed aggiornati. Magra consolazione giacché la vita dei bambini e la nostra, é reale e non virtuale!

Continuando dall´ultimo post, alla fine siamo riusciti ad ottenere la visita del pediatra. Eravamo in pratica gli ultimi, con l´infermiera ( quella maleducata) all´accettazione già con un cappotto blu cobalto addosso. Il medico titolare del laboratorio era, come giá detto, in ferie.
Quinid arriva un ragazzo sui 40 anni, si è presentato e si è reso immediatamente simpatico a Danny boy. Il quale non ha pianto nemmeno per un secondo. Evento straordinario se si pensa che con la pediatra olandese, piangeva in continuazione. In effetti, mi sono sempre chiesta come possono ascoltare, i pediatri, i bronchi dei bambini quando questi danno sfoggio del loro repertorio drammaticamente lirico.Mentre il medico ascoltava i sussulti dell´organismo del bambino, abbiamo letto un piccolo libro della Pimpa, sotto voce. Diagnosi: non ha nulla. Grazie a Dio.
Ci ha spiegato con molta gentilezza che a volte la tosse come viene così se ne va. E che i metodi antichi sono sempre quelli che portano più risultati, quindi la sera un po’ di miele avrebbe di sicuro portato delle migliorie. E per carità, niente latte prima di andare a letto, il latte aumenta i muchi, anche se è di riso, come quello che beve il nostro piccolo, la notte. Ci ha consigliato dei thé assolutamente innocui come quello al finocchio, famosissimo qui in Germania e usato dalle donne che allattano. ( in ospedale alla nascita di Daniel mi furono regalati tre pacchetti da tre persone diverse)Un pó di thé senza caffeina, dolcificato con il miele. Procedimento utilizzato per 5 notti di fila, il bambino ha pochissimo muco e la tosse è completamente sparita.

Al momento dei saluti, il medico ha chiesto a mia suocera se per caso lei avesse due figli gemelli. Ebbene si, il pediatra è un ex compagno di scuola di mio marito e mia cognata. Beh possiamo affermare che allora, infermiera a parte, attesa a parte, abbiamo trovato un buon pediatra, uno che non ci arronza, delicato, che non fa piangere Danny boy.

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