Vorrei tornare a scrivere come un tempo.

Forse perché a volte l´etichetta di travel blogger che involontariamente mi sentivo addosso, vuoi per aver fatto parte per svariati mesi di gruppi di travel blogger, vuoi per aver scritto sostanzialmente post che riguardavano i nostri numerosi viaggi, non mi si addice del tutto. Io sono una blogger perché ho voglia di scrivere, non scrivere solo di viaggi. Anche se questi ultimi restano una delle mie più grandi passioni.

il mercato dei pensieri

Vorrei inaugurare una rubrica che si chiami il mercato dei pensieri, usando una frase di Philip Roth, scrittore del quale ho iniziato da poco a leggere i romanzi e del quale vorrei leggere prima o poi tutti i libri.  Un mercato, perché, per definizione un mercato è un posto libero, dove si vende, si contratta, si scambia, dove c´é il libero scorrimento di vita, vita fatta di  di beni, di persone, di voci .

E in quel groviglio di pensieri che saltellano da un neurone all´altro, mi piacerebbe immettere qualche post che vaghi libero nel flusso di una circolazione svincolata.

Anche se é lunedì ho avuto una giornata all´insegna del riassetto, del riordine e della creazione di nuovi piccoli spazi a casa. Abbiamo incaricato un ragazzo colombiano di pitturare la casa e con la freschezza di questo nuovo bianco che ha spazzato via segni di ruote di biciclette e di passeggino, graffi, scarabocchi a matita,  ops,  fatti per sbaglio, impronte di manine misteriosamente scure e tutti gli altri segni della vita degli ultimi due anni. Adesso il sole di queste belle giornate primaverili può entrare

e portare nuova energia, della quale abbiamo tutti un gran bisogno.

Pensieri sparsi

Mentre riordinavo le foto scattate nel pomeriggio al parco mi sono resa conto di come gli oggetti presenti a volte nei nostri scatti, rappresentino ogni tanto un compendio di tante piccole esperienze fatte in giro.

Quando si viaggia molto, quando si é vissuti in vari paesi si hanno sempre tante cose comprate qua e lá.

In questa foto, scattata ieri al lago dove una tovaglia intarsiata antica comprata al mercato delle pulci di Zakopane in Polonia, la tazza di porcellana proviene dal Montenegro, il piatto rosa é stato comprato dai cinesi sotto il mio ex appartamento a Barcellona mentre il cono ricamato me lo compró mia madre a Dubai quando venne a farmi visita anni fa. Il libro é una copia in spagnolo con pagine oramai ingiallite di Platero y yo del 1958 comprato in Spagna su qualche bancarella. Le posate sono un regalo die miei e vengono da Napoli. Il lago é quello del parco in cui vivo ad Amburgo. E la torta é una torta di mele, fatta con gli ingredienti comprati nella bolgia dell´unico Lidl aperto in cittá la domenica mattina. ma era buona.

Si, da soddisfazione pensare che nella quotidianità, anche se solo tramite alcuni oggetti, può materializzarsi in pochi istanti il ricordo di esperienze vissute trascorse, felici, lontane,  ma anche vicine.