Lo zoo di Amburgo

Lo zoo è diventato, ormai, un elemento caratteristico di ogni grande città nel quale sono ospitati animali di ogni genere. Ecco che un gorilla abituato ai climi tropicali ed equatoriali dell’Africa si trova rinchiuso in un parco del nord Europa, costretto ad altre temperature e magari con qualche albero che dovrebbe eguagliare l’habitat originario. L’animale non sarà mai libero di comportarsi come tale, sarà sempre vincolato dagli addestratori e dagli spettatori. Per questo motivo mi sono sempre dichiarata contraria agli zoo in generale e sono favorevole solo alle riserve naturali, che permettono di osservare gli animali nel loro ambiente naturale. Ma pian pianino si esce da tutti i tipi di preconcetti, anche quelli piu radicati. Basta volerlo e per volerlo bisogna sperimentare.
Sicuramente gli zoo di oggi non sono come quelli di un tempo, gli animali sono più curati e spesso coccolati, ho visitato il famosissimo zoo di Singapore e quello di Miami che sono proprio a metá tra riserve naturali e zoo inteso nell´accezione piu sacrificata del termine.
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E´poi oggi siamo stati allo zoo di Amburgo. Lo zoo di Hagenbeck, privo di gabbie, è ideale per osservare pesci, animali, uccelli, pinguini nel loro habitat, nonché per seguire diversi percorsi escursionistici.

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Lo zoo deve il nome al suo fondatore ed ha una storia al quanto singolare.
“Inizialmente parco etnologico, lo zoo di Hagenbeck nacque a metà Ottocento per ospitare gli animali di proprietà di un commerciante ittico della zona. Ora è uno zoo moderno dalla storia ricca di fascino, parte integrante dell’identità di Amburgo e noto per aver proposto per primo una nuova concezione di zoo. All’interno di un terreno di ben 25 ettari, il giardino faunistico è affiancato da un ampio parco e da un acquario.
A metà del XIX secolo, Carl Hagenbeck iniziò ad acquistare gli animali esotici che giungevano a bordo delle navi nel porto di Amburgo. Dopo aver fondato un circo, nonché organizzato una serie di “mostre etnologiche” con le quali si presentavano al pubblico persone di Paesi ed etnie remote, aprì il primo zoo di Hagenbeck nella sua attuale sede.
Lo zoo si era rivelato innovativo poiché non delimitava i recinti degli animali con sbarre, ma con fossati, perciò la ricostruzione dei loro habitat era molto più vicina al loro ambiente naturale.

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Tra i 1850 animali che vivono nel parco:

si trovano orsi polari, pinguini, coccodrilli, zebre e scimmie. Al momento dei pasti è possibile osservarli più da vicino.

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Durante le dimostrazioni, gli animali prendono il cibo direttamente dalle mani degli addetti e, talvolta, anche da qualche visitatore come é successo a noi. Il cibo da dare loro si puó comprare all´entrata, con un contributo simbolico di 1 euro si compra un sacchetto di frutta e verdura, e queste spesso provengono proprio da donazioni dei visitatori.

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Tutto intorno al parco si possono incontrare elementi tipici dei giardini zen, in cui per i giapponesi acqua, piante, rocce sono rappresentati in maniera simbolica da pietre e ghiaia ed in genere concetti della progettazione di un giardino Zen sono spesso adattati per la creazione di un paesaggio piantumato in maniera più naturale.
Sará stata la gioia immensa dei bambini, la spettacolare giornata di sole e la naturalitá degli spazi dedicati agli animali, ma non mi sento di criticare questo spazio verde, tutto da godere.