Ops appena messe le mani sulla tastiera mi sono accorta che una delle mie dita è ancora macchiata di vernice verde brillante. Eh si oggi come del resto anche tutti i giovedì, non lavoro; e giacché la colazione nel parco è fallita subito dopo aver steso il pareo sul prato, il mio secondo genito ed io siamo tornati a casa per tingere le mani con la pittura colorata per bambini e tappezzare stoffe e cartoni.

Ora mio figlio dopo un pezzo di Angus e Julia Stone e un pezzo di  John Barry si è addormentato placidamente e si è appoggiata leggera su di me la voglia di scrivere questo post.

Ci ho provato a risollevare il blog negli ultimi 5 mesi e ci sono riuscita alla grande aggiungendo addirittura uno zero al numero dei visitatori a fine mese, ma questo angolo, il mio angolo è anche sempre stato il posto dove mi rifugiavo per scrivere anche e soprattutto quello che sento. Si addice a questo blog una veste di travel blog, è ovvio, viaggiamo molto e ho ancora un sacco di materiale descrittivo e fotografico dal quale attingere per nuovi articoli. Ma non va bene. Non mi basta.  Mi sembra di aver scritto negli ultimi mesi per fare un favore a chi deve andare alle Maldive, a Sofia, alle Canarie, ecc; per carità non c´è niente di male, ma non voglio che il blog diventi solo quello. Non lo è stato in 14 anni, non voglio che inizi ad esserlo ora.

Oggi sento di dover fare un po di ordine  in quello che mi circonda. Anche le cose che mi circondano e che non sono materiali. Mettere a posto un pó di priorità.

Avete presente quando volete fare a tutti i costi decluttering a casa per alleggerirvi? Ecco io mi sento cosi, ma con la voglia di fare pulizia per la mia salute mentale.  Alleggerire quel magazzino celebrale già confuso di per se dato il groviglio di fili, neuroni e cellule in movimento.  Un deficit di attenzione è sempre li in agguato per accaparrarsi la mia concentrazione, sia essa parziale o totale,  con un post da leggere in Facebook, un messaggio a cui rispondere in Whatsapp o la notifica di una nuova foto in Instagram di un tipo che mi interessa tanto; l´attenzione verso le cose a cui dovrei dedicarmi, e spesso anche quella verso i miei figli, è sempre presa di mira. E questo non mi va giù. Siamo assediati da una marea di dati che ci spinge a ricorrere quotidianamente a scorciatoie prive di metodo e della dovuta applicazione.

Considero la mia attenzione una risorsa mentale sottile, sfuggente, invisibile quasi, e per questo generalmente ( forse)  non le presto la giusta considerazione. Ma sono sicura che riconoscerlo è già un gran passo avanti per correre ai ripari.

Sono convinta che gli ambienti in cui vivo siano ( non per mia volontà)  pieni di tensioni, tentazioni e obiettivi contesi,  il che tende a confondermi, a dare priorità a valori che non la meritano. Probabilmente una maggiore capacità di attenzione renderebbe la mia quotidianità più armoniosa e felice. Eh si perché la felicità non va cercata solo nell´altrove, non si puo vivere sempre desiderando si essere in ammollo nelle acque turchesi di un paese lontano.

 

 “Il funzionamento dell’attenzione è in gran parte assimilabile a quello di un muscolo: se la usiamo poco si infiacchisce, mentre se la facciamo lavorare bene acquista vigore” scrive Daniel Goleman nel suo ottimo testo Focus, tradotto in tantissime lingue .

 

RIMEDI

 

 

  1. Ho eliminato Whatsapp dal telefono. Mi ha lasciato perplessa l´insegnate di mio figlio dopo averla invitata ad entrare nella chat appena aperta della prima B. Mi ha risposto: “non ho Whatsapp”;  dopo la prima reazione con tanto di bocca un pó aperta, tipo demente, ho riflettuto e ho pensato che è una tipa interessante una che non si fa trascinare dal sistema.  Allora  anche se so che è un mezzo di comunicazione gratuito ed efficace, preferisco fare una pausa. Idratare la testa senza fare una quantità immensa di foto per poi mandarle in Whatsapp ad interlocutori che magari si stancano pure o non hanno il minimo interesse.
  2. Lascio il telefono a casa sempre piú spesso. Soprattutto quando sono con i mie figli. Perché vuoi o non vuoi, lontani dai bambini, c´e sempre l´interrogativo “ e se succede qualcosa?”
  3. Mi sono finalmente decisa per piano settimanale attraverso il quale usare il blog. Quanto tempo piu o meno dedicarci e quando. Quando condividere i post, e dove, su quali social, su quali gruppi. Una buona organizzazione in questo ambito fa risparmiare un sacco di tempo. Perché si sa che a volte prendiamo il telefono per vedere quanti gradi ci sono e rispondiamo a qualcuno su tutti i sopcial, perdiamo 15-20 minuti e appoggiamo il telefono da qualche parte senza aver visto le temperature. Questo per fare un esempio.

 

  1. Procuro di passare meno serate davanti al pc e leggere di più o guardare film previamente selezionati e interessanti.
  2. Ho deciso di andare a correre. Di riprendere. Il tempo è meraviglioso questa primavera, si potrebbero fare corsette, picnic e grigliate tutti i giorni. Le temperature da un mese sono fisse tra i 25° e i 28° con picchi di 31-32°.
  3. Affinché il mio piano di azione e i miei  obiettivi appaiano il più possibile concreti, li metto per iscritto. Prendo regolarmente nota dei traguardi che ho raggiunto e di quelli che sto ancora perseguendo. Tipo l´annotazione di quante ore ho trascorso nel parco piuttosto che in casa al pc, quanto tempo lascio il piccolo davanti alla tv invece di impiastricciarmi le mani come piace a lui. Sono solo esempi. Ma guardare i risultati scritti nell´agenda fa il suo effetto.
  4. Cerco di cambiare modo di pensare. Cerco di considerare diversamente il telefono cellulare che puó purtroppo  alterare emozioni e comportamenti . Cerco di ricordare a me stessa che qualunque cosa io voglia controllare sul cellulare non è di importanza vitale, pertanto può aspettare.

 

Fatemi un enorme in bocca al lupo e NON SCRIVETEMI SU whatsapp.